Il Caso Sindelar di Carlo Bazan e Carlo Rispoli
Il Caso Sindelar è fumetto scritto da Carlo Bazan e disegnato Carlo Rispoli, pubblicato da Edizioni Segni d'Autore nel 2020.
1939, Milano, Porta Vittoria. Siamo a pochi mesi dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale, quando la Germania invaderà la Polonia il primo settembre dello stesso anno.
Alla porta del commissario Baroni si presentano due anziani genitori, sono il padre e la madre di Camilla Castagnola, la moglie del calciatore austriaco Matthias Sindelar, morti entrambi in circostanze sospette. I due chiedono di indagare sulla morte della figlia, cittadina italiana di origine ebraica, e del marito, che più di una volta aveva manifestato la sua opposizione a Hitler e al nazismo.
Il commissario Baroni, nonostante pensi si tratti di un incarico difficile e rischioso, decide di partire in via ufficiosa per Vienna, dove i due abitavano.
Nella capitale austriaca incontra Theresa Weber, amica della moglie di Sindelar, che lo aiuta nella sua indagine, raccontando gli ultimi giorni di vita del campione. Ma la presenza del commissario non passa inosservata: fin dal suo arrivo è seguito dalla Gestapo, la polizia segreta della Germania nazista, di cui anche l'Austria faceva parte dopo l'Anschluss (annessione) del 1938.
La vita del commissario è in pericolo, così come quella della donna, che prova più di una simpatia per lui. Inseguiti dalle SS, sono costretti a una fuga rocambolesca verso l'Italia, portando con loro una serie di indizi sulla morte di Sindelar.
Carlo Bazan dichiara la sua passione per il calciatore austriaco fin dall'introduzione. Ripercorre con verve da appassionato anche due partite importanti: la prima, con la radiocronaca del mitico Nicolò Carosio, tra Italia e Austria ai Mondiali del 1934, conclusasi con la vittoria italiana, che porterà poi alla conquista dell'allora Coppa Rimet; la seconda tra Austria e Germania, dopo l'Anschluss, vinta proprio dall'Austria, con le reti di Sindelar e di Karl Sesta: in quell'occasione Sindelar rifiuta di fare il saluto nazista davanti a Hitler in persona.
Molto efficace la ricostruzione storica, con la presenza di alcune marche dell'epoca, come la macchina fotografica tedesca Rolleiflex e la radio Marconi Wireless Telegraph Company; le pubblicità di bevande e medicinali che esistono ancora oggi, come Magnesia San Pellegrino, Ferro-china Bisleri, Fernet-Branca, Punt e Mes; il biplano AS.1 della Fiat; la stufa Radiatori Bongioanni; tutti disegnati con precisione da Carlo Rispoli in splendide tavole e illustrazioni a colori; in un tacchino leggiamo anche il dettaglio del nome Ovra, la polizia segreta fascista.
Matthias Sindelar è stato, ed è ancora, una figura leggendaria, quasi mitica, di calciatore e di uomo. Come sportivo era un fuoriclasse, che compensava con estro e fantasia il fisico gracile. Come uomo, rifiutò di giocare per la nazionale tedesca, poiché amava troppo il suo paese, l'Austria; era inviso ai gerarchi nazisti e a Vienna possedeva un bar, frequentato da ebrei, e per questo sorvegliato dalla Gestapo. Per queste ragioni venne ostracizzato e minacciato, ma la sua fine resta un mistero, mai chiarito neppure dai documenti degli archivi tedeschi e alleati.
Leggendo la sua storia, ho scoperto un uomo semplice e onesto, che ha visto nel calcio la possibilità di riscatto da una vita povera; un uomo costretto in eventi molto più grandi di lui, drammatici e ineluttabili come può esserlo una guerra scatenata da una dittatura, ma che non ha mai perso la sua integrità morale, capace di dire no anche a costo di un sacrificio personale. Ricordiamocene di fronte alle tante voci nostalgiche e negazioniste che infestano la nostra epoca.
A riguardo, voglio ricordare un'altra figura di sportivo inghiottita dal nazismo, il calciatore ungherese Árpád Weisz, che, da allenatore, vinse il terzo scudetto dell'Inter nel campionato 1929 - 1930, vittima delle leggi razziali fasciste e morto nel campo di sterminio di Auschwitz nel 1944.
Il Caso Sindelar è, al momento, l'unica indagine del commissario Baroni: il personaggio è interessante e sarebbe bello leggere un'altra sua avventura.