Roy Mann di Tiziano Sclavi e Attilio Micheluzzi

Roy Mann è fumetto scritto da Tiziano Sclavi e disegnato da Attilio Micheluzzi, pubblicato sulla rivista Comic Art tra il 1987 e il 1991.

roy mann

Roy Mann è un autore di fumetti per la rivista Wonder, negli anni Trenta del XX secolo. Ha un direttore severo, fissato con l'avventura, che nelle fattezze ricorda Theodore Roosvelt, mai soddisfatto delle sue storie. All'improvviso, Roy si ritrova a vivere le avventure scritte da lui, pubblicate sui numeri del settimanale. Inizia una girandola di situazioni estreme e assurde, in cui il nostro spaesato protagonista, novello Flash Gordon, combatte contro il perfido Ling, per difendere la bella Lara, che appare spesso discinta o con indosso un bikini invisibile.

Un ruolo singolare lo ha la sua caffettiera che, quando esplode, sembra proiettarlo in altri mondi.

Nella seconda parte, Roy si trova protagonista, suo malgrado, di un'impresa bellica: New York ha dichiarato guerra a Hollywood. Leggiamo un crescendo di situazioni esagerate, in pieno furore reaganiano, con il generale Patton e una serie di personaggi che ruotano attorno al presidente americano. Il modello per questa puntata sono il film Orizzonti di Gloria di Stanley Kubrick del 1957, in chiave parodistica, e l'America di Ronald Reagan negli anni Ottanta vissuti in diretta, senza la nostalgia degli anni Venti del XXI secolo: gli Stati Uniti gendarmi del mondo, il riarmo, la prossima vittoria della Guerra Fredda e il successivo crollo dell'Unione Sovietica.

Questo secondo episodio sembra anticipare quanto mostrato nel film Civil War di Alex Garland del 2023 e quanto sta accadendo nella realtà dopo la rielezione di Donald Trump nel 2024, un bugiardo golpista che sta frantumando gli Stati Uniti in una guerra civile strisciante, per i suoi interessi personali e per quelli dell'oligarchia tecnofascista che lo sostiene.

Nella terza parte, Roy Mann comincia a intuire il segreto nascosto dietro alcune incongruenze che affliggono la sua vita quotidiana. Si accorge di eventi e situazioni ripetuti soltanto con piccole differenze, della presenza sempre meno casuale di Lara nelle sue giornate, dei colleghi che sembrano non riconoscerlo.

La sceneggiatura di Tiziano Sclavi ha il ritmo di una serie televisiva: siamo negli anni Ottanta, epoca in cui numerose serie, ancora oggi molto amate, venivano trasmess dalle televisioni private. L'autore si ispira in modo esplicito al libro Assurdo Universo (1949) di Fredric Brown (è l'autore del celebre racconto breve Sentinella); un altro riferimento può essere la teoria del multiverso del fisico Hugh Everett III, un concetto che ha fatto la fortuna dei fumetti, prima, e dei film Marvel e DC, poi. Vengono anche citati: il fumettista Alex Raymond autore di Rip Kirby, Dick Calkins disegnatore di Buck Rogers e James Thurber autore della storia breve The Secret Life of Walter Mitty.

Attilio Micheluzzi è stato un disegnatore straordinario, un vero maestro dal tratto elegante: basti guardare come il suo stile, fatto di linee precise, taglienti chiaroscuri, tratteggi geometrici, si adatti alla narrazione. Nella prima parte è ordinato, squadrato, sequenziale, con picchi di retrofuturismo nel design delle astronavi; nell'episodio centrale è più caotico e scanzonato, ricorda quello di Moebius, rompe lo schema della tavola, dominano il giallo e l'azzurro, si vedono esplosioni fragorose, il lettering è grande, esagerato; il terzo episodio ritorna all'ordine e aggiunge l'elemento della ripetizione, con vignette quasi claustrofobiche e simili tra loro, a rappresentare l'angoscia del protagonista, costretto in una vita che sente preordinata e già decisa. L'edizione della NPE, che ho letto, ha recuperato le tavole con i colori originali dello stesso Micheluzzi.

Roy Mann descrive con arguzia le nevrosi e le frustrazioni dell'uomo moderno, un mero ingranaggio in un'eterna monotonia lavorativa, in una realtà, sempre più sfuggente e difficile da comprendere. L'aveva già mostrato Chaplin in Tempi Moderni, film del 1936, e anche il più recente The Truman Show, il film del 1998 di Peter Weir con Jim Carrey e Ed Harris.

Se guardiamo le date di pubblicazione, 1987 - 1991, notiamo che siamo in un periodo di passaggio: il fumetto inizia mentre gli anni Ottanta volgono al termine, finisce quando gli anni Novanta sono appena iniziati, dischiudendo tante illusioni mai realizzate. Un periodo di incertezze, proprio come gli anni Venti del XXI: dopo più di trent'anni Roy Mann è un classico della nona arte sempre attuale.