Civil War di Mark Millar e Steve McNiven

Cominciar quivi una crudel battaglia,
come a piè si trovar, coi brandi ignudi:
non che le piastre e la minuta maglia,
ma ai colpi lor non reggerian gl'incudi.

Ariosto, Orlando Furioso

L'Atto di Registrazione dei Superumani obbliga tutti i supereroi a registrarsi e a dichiarare la loro vera identità. Iron Man si fa promotore della legge, Capitan America vi si oppone. I supereroi si dividono. Tu da che parte stai?

Civil War è una miniserie a fumetti della Marvel Comics in sette numeri, pubblicata da maggio 2006 a febbraio 2007, scritta da Mark Millar e disegnata da Steve McNiven, con i colori di Morry Hollowell e le chine di Dexter Vines con Mark Morales, Steve McNiven, John Dell e Tim Townsend.

Civil War #1

Stamford, Connecticut. E' una giornata come tante. I New Warriors, un gruppo di giovani supereroi composto da Speedball, Microbe, Namorita e Night Thrasher, stanno assediando non visti i supercattivi Nitro, Cobalt Man, Speedfreak e Coldheart. Tutto sta avvenendo in diretta televisiva, durante un reality show.

Quando i cattivi si accorgono di essere circondati, inizia un combattimento che li vede tutti sconfitti, tranne Nitro, che fugge inseguito da Namorita. Sono nei pressi di una scuola elementare, ma la ragazza non se ne accorge. Nitro, con i suoi poteri, provoca un'esplosione. Muoiono sul colpo più di seicento persone, tra cui sessanta bambini.

La strage spinge il Governo degli Stati Uniti a una rapida approvazione della controversa Legge di Registrazione dei Superumani (Superhuman Registration Act), che impone a tutti quelli dotati di superpoteri di essere registrati e di diventare agenti governativi. Durante i funerali delle vittime, Tony Stark (Iron Man), viene avvicinato da una donna, che gli sputa in faccia insultandolo: è Miriam, la madre di Damien, uno dei bambini morti nell'esplosione, che lo ritiene responsabile per aver finanziato gli Avengers. La scena viene ripresa da tutti i giornalisti e fotografi presenti, tra cui Peter Parker. Johnny Storm dei Fantastici Quattro è vittima di una delle aggressioni ai danni di supereroi da parte di gente comune, e finisce in coma.

A bordo dell'elivelivolo dello S.H.I.E.L.D., Capitan America ha una violenta discussione con Maria Hill, direttore dell'organizzazione. Hill vorrebbe che anche lui si schierasse a favore della registrazione, ma Cap si oppone, rispondendo che non tocca al governo dire chi sono i supercriminali. Al suo rifiuto tenta di arrestarlo, ma Steve Rogers riesce a fuggire, dirottando un aereo militare. I supereroi contrari alla registrazione hanno il loro simbolo e guida. Ma a favore della registrazione si schiera Iron Man, con Hank Pym, Reed Richards dei Fantastici Quattro e Ms. Marvel (Carol Danvers). E' comparso anche Uatu l'Osservatore del pianeta Terra: si preannunciano grandi cambiamenti per l'universo dei supereroi, non tutti positivi.

Il primo numero della saga inizia letteralmente col botto. La situazione è subito drammatica, gli eventi precipitano. I supereroi, e i lettori con loro, hanno poco tempo per decidere da che parte stare. La sequenza in cui Capitan America si libera degli agenti dello S.H.I.EL.D. e fugge sull'aereo è da antologia. Non manca una critica alla società dello spettacolo: la strage è stata causata da un reality show, ma neppure questo fumetto poteva prevedere l'ulteriore degenerazione di quella forma d'intrattenimento tipica dei nostri tempi.

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Civil War #2

Anche in clandestinità Capitan America continua la sua missione, e non è più solo. Altri supereroi si uniscono a lui, formando i Vendicatori Segreti (Secret Avengers), con i quali ricerca di nascosto i supercriminali di New York. Altri ancora si schierano a suo favore, sono i Giovani Vendicatori (Young Avengers), che vengono catturati dallo S.H.I.E.L.D., per essere poi liberati da Cap stesso. Rogers ha stabilito la sua nuova base in uno dei rifugi di Nick Fury, che pur non comparendo è dalla parte del Capitano.

Ma Tony Stark ha in serbo una grossa sorpresa. Durante una conferenza stampa si presenta insieme all'Uomo Ragno, che, davanti a tutti, si toglie la maschera. Si presenta come Peter Parker, supereroe dall'età di quindici anni. Mr. Jameson, il direttore del Daily Bugle sviene nel suo ufficio. E' un bel colpo per il fronte pro registrazione, perché da sempre Spider-Man ha custodito gelosamente la sua vera identità.

In questo episodio la Resistenza comincia a organizzarsi, intorno a Capitan America. Ma i pro registrazione hanno dalla loro l'Uomo Ragno, che prima di rivelarsi, ne ha discusso a lungo con sua moglie Mary Jane Watson e con la zia May. E' un grosso rischio, ma ha deciso di correrlo per la causa dei supereroi. Questo episodio mostra anche Reed alle prese con calcoli complicati con cui vuole dimostrare la bontà del piano di Tony, ma è talmente preso dalle formule che trascura sua moglie Susan Storm e non trova tempo neppure per visitare Johnny, un comportamento che avrà conseguenze in futuro.

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Civil War #3

Tony si reca in visita dagli X-Men e parla con Emma Frost. I mutanti non intendono dare la caccia a Capitan America perché andrebbe contro tutto quello per cui hanno sempre lottato. Ma non si uniranno a lui, preferendo la neutralità. Reed visita Wakanda, per chiedere l'appoggio di Pantera Nera, il re T'Challa, ma riceve un rifiuto. Hank Pym, nelle vesti di Yellowjacket, accompagnato da Wasp, chiede l'aiuto di Dottor Strange, che non condivide il piano di Stark e si reca nel suo rifugio artico a digiunare. Capitan America, Luke Cage, Daredevil ed Ercole, riuniti in una tavola calda, discutono delle nuove identità fornite da Nick Fury. Vengono allertati di un grosso incendio in una raffineria, ma quando giungono sul posto scoprono di essere stati attirati in una trappola.

Inizia il primo serio scontro tra Cap e Iron Man. Gli uomini di Steve hanno la peggio e Cap viene colpito duramente da Iron Man. Tutti sono impegnati nella lotta, quando un'apparizione improvvisa li sorprende. E' arrivato Thor, ma da che parte sta?

Il fronte pro registrazione è in cerca di alleati. Viene fuori tutto il carattere forte e manipolatore di Stark, in grado di far leva sui punti deboli delle persone, che vuole convincere a schierarsi con lui. Al termine del numero si comincia a fare sul serio. Le parole cedono il passo alla forza, ma è una china pericolosa, da cui non si fa ritorno. I disegni riescono a fare sentire la potenza dei colpi inferti e il dolore di quelli subiti.

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Civil War #4

L'arrivo di Thor lascia tutti sorpresi, mentre la battaglia continua a infuriare. Il dio si schiera con Iron Man. La situazione precipita, Cap è quasi privo di sensi e i suoi uomini si preparano a scappare, dopo averlo recuperato. Ma Thor è implacabile: vuole ucciderli tutti. Affrontato da Golia, lo trapassa da parte a parte con l'energia del martello Mjolnir, e lo uccide. Restano tutti sconvolti, e quasi non riescono a fuggire, ma li aiuta Susan Storm la Donna Invisibile, che li protegge con un campo di forza, permettendo a Cloak di effettuare il teletrasporto.

Reed Richards spegne Thor con un codice di disattivazione: è un clone realizzato con alcune cellule prelevate da Tony Stark, ma qualcosa nella sua configurazione non ha funzionato. L'Uomo Ragno, rivolto a Tony, dice che non è per questo che ha firmato: si è andati troppo oltre. Uatu osserva rattristato il campo di battaglia.

Nella base dei ribelli avvengono le prime defezioni: lasciano Nottolone (Nighthawk), Cable e Stature, in disaccordo con la politica del Capitano. Stark seppellisce Golia, in una tomba gigantesca, mentre la madre di Damien gli ricorda perché sta combattendo la sua battaglia. Susan non può più tollerare i metodi fascisti usati da Stark e condivisi anche da Reed e da Hank Pym. Per questo abbandona la sua famiglia e diventa una fuggitiva, insieme al fratello Johnny, che è guarito. Si augura che suo marito trovi presto una soluzione, prima che la situazione degeneri in modo ulteriore.

Nel frattempo, lo S.H.I.E.L.D. decide di ricorrere ai Thunderbolts, un gruppo di supercattivi arruolati dalla parte della giustizia, gente poco raccomandabile.

Il quarto episodio segna il punto di non ritorno. Se prima erano state solo mazzate tra supereroi, la morte brutale e inaspettata di Golia pone interrogativi ai membri di entrambi i gruppi, mentre iniziano le prime defezioni. Ognuna delle parti crede di agire per il bene, specie quella pro registrazione, ma la vita rivela sempre aspetti non previsti, piccole deviazioni dalle inaspettate conseguenze. Il ricorso ai Thunderbolts non depone a favore del fronte della registrazione.

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Civil War #5

L'Uomo Ragno, scosso dall'uccisione di Golia, decide di abbandonare Tony e di unirsi a Cap. La discussione tra lui e Iron Man si fa drammatica, interviene lo S.H.I.E.L.D., ma Peter riesce a scappare. Ormai anche lui è un fuorilegge, e viene braccato dai Thunderbolts. Jack Lantern e Jester lo raggiungono nelle fogne e quasi lo uccidono, se non fosse per l'intervento di Frank Castle, il Punitore.

L'uomo lo trasporta nella base dei Vendicatori Segreti, affermando che hanno bisogno del suo aiuto, e alle proteste di alcuni membri, risponde che gli altri hanno arruolato ladri e assassini. In questo tempo ha anche guardato loro le spalle (s'intravede nell'ombra, nel numero 4).

Nel frattempo Tony e i suoi hanno catturato Daredevil, e lo stanno scortando nella Prigione 42 all'interno della Zona Negativa. Mentre lo conducono via, Matt Murdock consegna un dollaro d'argento a Tony: è il prezzo del suo tradimento della causa dei supereroi, che ormai lo considerano un giuda.

Varcata la soglia del non ritorno dell'episodio precedente, Iron Man e i suoi si spingono oltre, ricorrendo ai supercattivi per acciuffare Spider-Man, trattandolo alla stregua di un criminale. I Thunderbolts sfogano su di lui tutta la loro rabbia e il loro sadismo. Ecco quindi che anche il fronte opposto è costretto ad affidarsi ai metodi "poco ortodossi" del Punitore, un giustiziere per nulla incline alla trattativa e sempre brutale nelle sue azioni, mai ben visto dal resto dei supereroi. La scena della moneta tra Daredevil e Iron Man è di grande effetto morale e visivo.

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Civil War #6

Lo S.H.I.E.L.D. sta addestrando i nuovi supereroi, con l'obiettivo di formare delle squadre per ognuno dei cinquanta stati dell'Unione (50-State Iniziative). Nel frattempo Susan Storm si reca in visita da Namor, signore degli atlantidei, per ottenere il suo aiuto. Il Punitore si infiltra nella Prigione 42, per rubarne mappe e segreti. Di nuovo nella base di Capitan America si discute dell'assalto finale alla fortezza e anche l'Uomo Ragno vuole essere della partita. Due supercattivi vogliono unirsi a Rogers, ma vengono fatti fuori senza pietà dal Punitore, che viene picchiato a sangue da Cap. Frank non reagisce: Steve è sempre stato la sua più grande fonte d'ispirazione.

Dottor Strange, parlando con Uatu, riflette che non c'è giusto o sbagliato, ma solo diversi modi di guardare alla questione. Tutto quello che può fare è pregare, affinché ci sia il minor spargimento di sangue possibile. Cap e i suoi irrompono con successo nel carcere dei supereroi, ma ad attenderli trovano Iron Man con il suo gruppo. Capitan America, rivolgendosi ai suoi, ma anche ai lettori, dice "Chiudete gli occhi, signori! Potrebbe far male!". Sta per iniziare una battaglia campale.

Non c'è più tempo ormai: tutti cercano di reclutare più gente possibile per l'inevitabile scontro risolutore. Certezze vengono distrutte, tradimenti svelati da una parte e dall'altra. La doppia pagina con gli schieramenti l'uno di fronte all'altro è davvero spettacolare. E' bello vedere il lato brutale di Capitan America, quando colpisce il Punitore.

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Civil War #7

Cloak trasporta tutti a New York, dove inizia una battaglia furiosa, in mezzo ai grattacieli e alla gente. Ercole attacca il finto Thor, riducendolo in pezzi. A dar manforte a Cap ci sono anche Namor con gli atlantidei e Pantera Nera con sua moglie Tempesta (Storm degli X-Men). A proteggere la gente comune, oltre alla polizia e ai pompieri, c'è la Cosa dei Fantastici Quattro.

Capitan America e Iron Man si fronteggiano un'ultima volta. Steve Rogers ha la meglio, grazie all'aiuto di Visione, che danneggia l'armatura del rivale, ma quando sta per concludere lo scontro, viene bloccato da comuni cittadini. Capisce in quell'istante, guardando le macerie e i morti che entrambi gli schieramenti hanno provocato, che non stanno più combattendo per la gente, ma solo per loro stessi. Cap si arrende, ordinando ai suoi di rompere le righe e si consegna alla polizia. Tra le rovine, il Punitore raccoglie la sua maschera.

Per i supereroi ribelli viene promulgata un'amnistia, ma non tutti aderiscono: qualcuno emigra in Canada, qualcun altro prosegue in clandestinità, tra cui Luke Cage e l'Uomo Ragno, che per l'occasione sfoggia un costume nero. Susan Storm ritorna a casa da Reed e riceve le sue scuse per il suo comportamento. Tony Stark diventa capo dello S.H.I.E.L.D e prosegue il suo piano: ognuno dei cinquanta stati dell'Unione avrà il suo gruppo di supereroi. E' solo l'inizio di un futuro radioso, così si augura Iron Man, il vincitore della guerra civile dei supereroi.

Battaglia finale doveva essere e battaglia finale è stata, con un finale anticlimatico. A una prima lettura, infatti, mi è sembrato che la conclusione di Civil War sia stata un affrettata. Alle successive, ho inquadrato i sette numeri della serie all'interno di una storia molto più vasta, che si dipana, prima, durante e dopo, per oltre un centinaio di albi, dedicati ai più famosi eroi della Marvel: X-Men, Fantastici Quattro, Spider-Man, Wolverine e altri ancora. Tra i numeri collegati, meritano attenzione anche quelli della serie Frontline, la guerra vista da due giornalisti embedded, Ben Urich e Sally Floyd, impegnati a documentare il conflitto sugli opposti fronti. Il fumetto ci presenta soltanto gli episodi salienti dello scontro tra due visioni diverse di essere supereroi, con una storia che sta in piedi da sola, dall'inizio alla fine, in equilibrio tra azione, scene madri e riflessione.

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La pubblicazione di Civil War avviene nel 2006, cinque anni dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle. L'amministrazione Bush aveva proposto e fatto approvare il Patriot Act, suscitando le proteste dei movimenti per i diritti civili. Basti pensare al carcere di Guantanamo, in cui i terroristi o presunti tali vengono tuttora rinchiusi privi di stato giuridico. Oppure allo scandalo delle intercettazioni dell'NSA, svelato da Edward Snowden, anni dopo, sotto la presidenza Obama.

Nel fumetto la legge controversa è l'Atto di Registrazione dei Superumani, un'idea che viene da lontano, visto che era già stata proposta per i mutanti X-Men all'inizio degli anni ottanta, e si trova anche in Watchmen, un fumetto dei rivali della DC Comics. Nell'appoggiare o respingere la legge, si affrontano due visioni contrapposte di essere supereroi. Quelli che vogliono continuare a esserlo e accettano il compromesso, a seguito della strage di Stamford, pena l'essere dichiarati fuorilegge; quelli che vogliono conservare la loro libertà, e quindi la capacità di decidere se, quando e come intervenire, guidati soltanto dalle proprie convinzioni morali.

Permettetemi una digressione. Il mio supereroe preferito è Paperinik. Nello Speciale 00 di PKNA, viene affrontato il problema dell'identità segreta dei supereroi, portando come esempio la lunga lista di creditori che potrebbe fargli fare brutte figure in pubblico, conoscendolo come Paperino, oppure la fila di supercattivi che busserebbe alla sua villetta, minacciando lui e i nipotini. Il volume la butta sul comico, ma pone domande serie. Un supereroe ha diritto a una sua vita privata, così come i suoi cari hanno diritto alla sicurezza, senza timore di ritorsioni.

Ma c'è ancora qualcosa di più profondo. Si è supereroe, non si fa il supereroe. Il piano di Stark vuole creare gruppi di supereroi per ognuno dei cinquanta stati: supereroi in serie, un mestiere come un altro. Ma per Capitan America non è così semplice. La sua è una scelta precisa: non rischia la vita per salvare qualcuno che non potrà mai ringraziarlo, per semplice appagamento personale o per amore del pericolo. Ci sono dei valori su cui basa il suo operato e su cui dovrebbero fondarsi gli Stati Uniti, come ribadisce a un dubbioso Uomo Ragno, in Amazing Spider-Man #537 (J. Michael Straczynski/Ron Garney): "Non importa cosa dice la stampa. Non importa cosa dicono i politici o la massa. Non importa se l'intero paese decide che qualcosa di sbagliato è giusto. [...] Quando la massa o il mondo intero ti dicono di spostarti, il tuo compito è quello di piantarti come un albero accanto al fiume della verità e dire al mondo intero... No, spostati tu.".

Capitan America dà sempre l'impressione di essere dalla parte del giusto, anche quando sbaglia e si lascia prendere dalle emozioni, come quando picchia a sangue il Punitore. Tony Stark invece dà l'impressione di avere sempre un secondo fine, dietro la facciata filantropica e perbenista che mostra agli altri. La serie è stata lanciata con la frase "Whose side are you on?", "Tu da che parti stai?" Capitan America ha compreso che l'unica parte che conta è quella della gente, le persone comuni da proteggere. In questo senso Capitan America, un personaggio su cui non avrei scommesso un soldo e che avevo sempre visto come uno strumento di propanganda, è divenuto il mio personaggio preferito dei fumetti della Marvel.

Il merito va in larga parte ai due autori, Mark Millar e Steve McNiven, che mi è parso fossero dalla parte di Steve Rogers fin dall'inizio, scrivendo e disegnando per lui le scene migliori, cogliendo l'essenza del personaggio.

Nel 2016, i fratelli Russo girano Captain America: Civil War, terzo film dedicato a Steve Rogers, che vede il nostro eroe contro Iron Man, in una trama che si discosta da quella del fumetto. E'uno dei più entusiasmanti film di fumetti mai realizzati. Sempre nel 2016, sfruttando il successo della pellicola, esce Civil War II, su testi di Brian Michael Bendis e disegni di David Marquez, che vede contrapposti Capitan Marvel (Carol Danvers) e Iron Man.

Se avete pensato di iniziare a leggere qualcosa della Marvel, ma avete subito desistito, spaventati dall'infinito numero di personaggi e dalle molteplici continuità dei loro universi narrativi, Civil War è il fumetto che fa per voi. All'inizio si resta disorientati davanti a questi supereroi dai nomi, costumi e poteri sconosciuti, ma la storia prende dalla prima pagina, e c'è l'aiuto di Internet per scoprire l'identità e le vicende di questo o quel personaggio. Scegliete poi un eroe preferito e recuperate le sue avventure, senza farvi prendere da smanie di completismo.

Civil War non dimentica di essere soprattutto un fumetto d'azione, pur trattando di argomenti che possiamo definire politici o sociali. Le sue pagine spettacolari soddisfano in pieno il desiderio fanciullesco di vedere i supereroi, con i loro fantastici superpoteri, prendersi a mazzate senza esclusione di colpi. A dieci anni dalla sua pubblicazione è sempre una lettura appassionante e divertente, con spunti di riflessione sempre attuali.

Penso che questo piano ci dividerà. Penso che tra noi scoppierà una guerra fratricida.

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