Cowboy Bebop

di Hajime Yatate, Keiko Nobumoto e Shinichiro Watanabe

cowboy bebop

Le avventure di un gruppo di cacciatori di taglie, in giro per il Sistema Solare, a bordo del Bebop.

Cowboy Bebop è un anime del 1998 dello Studio Sunrise, ideato da Hajime Yatate, diretto da Shinichiro Watanabe, scritto da Keiko Nobumoto, con il character design di Toshihiro Kawamoto, il mecha design di Kimitoshi Yamane e le musiche di Yoko Kanno e dei Seatbelts.

Dalla prima puntata, Asteroid Blues, facciamo la conoscenza di Spike Spiegel e Jet Black, due cacciatori di taglie, due cowboy, come sono chiamati nel 2071. Mai coppia fu tanto diversa quanto ben assortita: Jet è un ex-federale dell'ISSP, la polizia del Sistema Solare; Spike è un ex-mafioso del Red Dragon, il crimine organizzato di Marte. Vivono a bordo del Bebop, una vecchia astronave, la loro casa comune. Ai due si uniscono Ein, un cane con un cervello modificato artificialmente, che spesso dimostra più buon senso degli umani; Faye Valentine, una squattrinata e sensuale cacciatrice di taglie, inseguita da un a valanga di debiti, con una grande passione per il gioco d'azzardo; Ed, hacker formidabile, una ragazzina che definire vivace è dir poco.

Session dopo session, così sono chiamate le puntate, entriamo nella vita dei cacciatori di taglie, i cui problemi quotidiani sono: arrivare al giorno successivo, mettere qualcosa nello stomaco, rifornire di carburante la nave. Non c'è tempo per la filosofia, ma non mancano le perle di saggezza, una saggezza pratica, tipica di chi è costreto a decidere in fretta, se vuole salvare la pelle. Il crimine non fa sconti: terroristi, pirati, hacker, mafiosi, pazzi, predicatori e mezze tacche, non manca nulla nella schiera dei manigoldi che danno filo da torcere ai membri del Bebop.

In lunghe cavalcate attraverso il Sistema Solare, scopriamo che Jet, faccia da duro, lo chiamano Black Dog, il mastino che non molla mai la preda, ha sofferto per una donna bellissima, facendola soffrire a sua volta, e che il suo braccio artificiale è la conseguenza di uno sbaglio di gioventù, raccontato in un episodio hard-boiled, vietato ai minori di quarant'anni. Faye è alla ricerca di un passato che non riesce a ricordare e in fuga perenne dai suoi debiti. Vorrebbe la sicurezza di un posto in cui tornare e sentirsi amata. A volte è meglio scappare, prima di essere abbandonati. Ed è sempre persa dentro il suo computer, l'imbattibile Tomato, con cui nuota come un pesce digitale nella grande Rete del 2071, in cerca di segreti e informazioni sui criminali. Recita filastrocche senza senso, ma dietro l'apparente spensieratezza nasconde un lato malinconico, e dimostra di avere la testa sulle spalle, quando si tratta della sua famiglia. Con lei è il fidato Ein, unico in grado di capirla. Il suo cervello canino si rivelerà decisivo in più di un'occasione.

Il personaggio che però attira di più l'attenzione, la curiosità e la voglia di saperne di più è Spike. Frammenti del suo passato vengono mostrati qua e là, per tutta la serie. Il misterioso e pericoloso triangolo, che lo lega a Julia, la donna che ha sempre amato, e a Vicious, suo ex-amico e compagno di imprese nel Red Dragon, è il filo conduttore delle session a lui dedicate, che ci porterà a scontri a fuoco cruenti, spettacolari battaglie aerospaziali con l'agile Swordfish II, e rese dei conti senza pietà per nessuno.

La trama di Cowboy Bebop è episodica: anche se esiste filo conduttore, quasi tutte le puntate sono slegate tra loro, e spaziano dal drammatico al comico, alla normale vita dei cacciatori di taglie. La narrazione non ne viene compromessa, grazie all'abilità con cui i cinque protagonisti vengono fatti interagire. Più di una volta si ha l'impressione che i membri Bebop siano una famiglia, per quanto bizzarra e male assortita. Ogni episodio è inoltre ricco di citazioni dalla cultura pop contemporanea, canzoni, film e serie tv, ma senza inutili ostentazioni.

Le session sono anche il pretesto per mostrare uno spaccato della società del ventunesimo secolo, nell'anno 2071. Scopriamo i motivi per cui l'uomo ha colonizzato il Sistema Solare, abbandonando quasi del tutto la Terra; i viaggi attraverso i Gate, enormi cancelli iperspaziali tra pianeta e pianeta; la Luna quasi del tutto distrutta; un'umanità variegata, dibattuta tra generosità ed egoismi. Il tutto condito, quando serve, da una buona dose di (auto)ironia.

Tantissimi i personaggi minori che passano per la serie: l'ecoterrorista Teddy Bomber ed Andy, il cowboy vestito da cowboy; Wen, il sinistro bambino suonatore d'armonica; l'ingenuo Roco Bonaro e sua sorella; il fascinoso e malinconico Gren; i tre vecchietti, che ritroviamo qua e là tra le puntate; lo sciamano Toro che Ride; il meccanico Doohan e il suo assistente Miles, e molti altri ancora.

Ogni puntata prende il titolo da una canzone famosa come Bohemian Rhapsody dei Queen, Sympathy for the Devil dei Rolling Stones o My Funny Valentine di Richard Rodgers e Lorenz Hart.

La musica è una parte fondamentale di Cowboy Bebop. Il bebop, una forma di jazz ribelle, nato negli anni 40 da musicisti come Max Roach e Dizzie Gillespie, accompagna tutti gli episodi. Le canzoni, non solo jazz, ma anche pop e rock, non sono relegati al sottofondo, ma diventano immagini che raccontano storie. I duelli aerospaziali, gli inseguimenti, i ricordi, fino alla scena finale, con il volo di uccelli verso il cielo blu, non sarebbero gli stessi senza quelle musiche, composte dall'eclettica Yoko Kanno e suonate insieme ai Seatbelts (cinture di sicurezza), un gruppo con un groove pazzesco.

Tra i molti pezzi da ricordare, ci sono Tank!, indiavolata canzone iniziale su una spettacolare sequenza animata, già da sola un capolavoro; The Real Folk Blues che chiude ogni puntata, con la voce calda di Mai Yamane; Call Me Call Me, cantata da Tim Jensen, che accompagna uno dei momenti più malinconici della serie; Space Lion, che fonde i ritmi tribali con il jazz; Road to the West, che accompagna i duelli spaziali; Green Bird, suonata in uno dei momenti chiave; Blue, brano finale dell'intera serie, uno dei più struggenti che abbia mai ascoltato.

Nel 2001, Shinichiro Watanabe ha diretto il film Cowboy Bebop - Knockin' on Heaven's Door (Tengoku no Tobira), che vede l'equipaggio del Bebop alle prese con il terrorista Vincent Volaju e la sua complice Elektra Ovirowa. La pellicola si colloca tra le session 22 e 23, è ambientata su Marte, e mantiene lo spirito dell'anime originale, con animazioni e musiche ai massimi livelli. Tra le canzoni originali, vi segnalo il brano rock Pushing the Sky e il blues Gotta Knock a Little Harder, cantate entrambe da Mai Yamane.

Sono passati molti anni dalla prima messa in onda di Cowboy Bebop in Italia, su Mtv, nel 1999. Questo anime continua ad avere il suo pubblico appassionato, e i suoi detrattori. Dal canto mio, cerco di rivederne le puntate ogni anno, tempo permettendo. Ogni volta scopro qualcosa di nuovo, e mi diverto e mi commuovo per le avventure di Jet, Spike, Faye, Ed e Ein. Le animazioni si difendono bene, pur non potendo competere con quelle delle serie più recenti, ma la storia è sempre viva, come i suoi personaggi.

Cowboy Bebop è una scoppiettante storia di rimorsi e rimpianti: da certi sogni è impossibile il risveglio e i morti non tornano in vita. Non si può fermare il destino: le stelle che devono spegnersi, non brilleranno più nel cielo notturno.

You're gonna carry that weight