Friday Night Lights di Peter Berg, Brian Grazer e David Nevins

coach eric taylor

La vita quotidiana della città di Dillon, Texas, seguendo il coach Eric Taylor, sua moglie Tami, la figlia Julie e la squadra di football dei Panthers.

Friday Night Lights è una serie creata da Peter Berg, adattata dallo stesso Berg e da Brian Grazer e David Nevins, andata in onda sulla NBC e su DirectTV tra il 2006 e il 2011.

Alla scrittura degli episodi contribuiscono sceneggiatori come Jason Katims e Rolin Jones.

Durante una partita di football, Jason Street, il quarterback dei Panthers, subisce un infortunio che ne compromette per sempre la carriera, costringendolo ad affrontare la vita da un'altra prospettiva. Fino al giorno dell'incidente, è stato il ragazzo più popolare della scuola, fidanzato di Lyla Garrity, davanti a sé un promettente futuro da giocatore professionista. La sua condizione fisica mette nei guai anche il coach Eric Taylor, appena arrivato a Dillon con la sua famiglia.

Sul coach gravano le attese di tutta la cittadina, che vive solo di football, dove ogni giocatore vincitore del torneo dello Stato è considerato una gloria locale e dove, quasi sempre, l'ultima parola sulla formazione la hanno i finanziatori locali, tra cui Buddy Garrity, un tipo non proprio gradevole, che si fa scudo della sua influenza e della sua presunta onestà, per coprire le sue scappatelle. Il coach Taylor, però, non è il tipo che si arrende: prenderà i Panthers, forgiandoli secondo il suo credo, il motto "Clear eyes, full hearts, can't lose!", e con loro arriverà lontano.

Impareremo a conoscere bene i giocatori dei Panthers. Brian "Smash" Williams è un ragazzo di colore che vive con la madre e la sorella, e cerca nel football l'occasione del riscatto; Tim Riggins vive con il fratello, che cerca di fargli da padre, ed è uno che vuole essere sempre il padrone del suo destino, anche quando sbaglia; Matt Saracen è un ragazzo timido, che si occupa della nonna, ma sarà proiettato al centro dell'attenzione come quarterback al posto di Jason Street; Landry Clarke, il migliore amico di Matt, è un ragazzone non molto popolare, che riuscirà a conquistare anche la bella e determinata Tyra. Per questi ragazzi e per tutti gli altri che verranno, il coach Taylor saprà un punto di riferimento, severo, esigente, ma sempre con una parola d'incoraggiamento, senza mai oltrepassare il confine tra educatore e amico. Il coach è dotato di una grande ironia, e non si risparmia in battute, specie con sua moglie. Eric Taylor è interpretato da Kyle Chandler, candidato agli Emmy nel 2010 e vincitore nel 2011, come miglior attore protagonista.

Tami Taylor è la moglie del coach, una donna che ha scelto di non stare in panchina. Entra nella scuola di Dillon come consulente, un ruolo che la porta a contatto con gli studenti e i loro problemi, da quelli che non riescono a sentirsi parte della loro classe, alle attese per entrare nei college, ai loro disagi familiari. Dentro la scuola fa quello che fa suo marito in campo, motiva i ragazzi e le ragazze a trovare quello che sono e a non sprecare il loro talento, a non farsi imprigionare in quello che potrebbe un destino già scritto dalle loro famiglie, a superare scelte difficili quando si è poco più che ragazzi

E' una donna forte a tal punto da tenere testa a Buddy Garrity e ai suoi progetti megalomani sul football. Grazie all'impegno di Mrs. Taylor, Tyra Collette avrà un futuro diverso da quello della madre, vittima della bottiglia e delle delusioni amorose, o della sorella che fa la spogliarellista, e Becky Sproles non sarà lasciata da sola quando dovrà compiere una decisione drammatica per il suo futuro. Tami Taylor è interpretata da Connie Britton, che per il suo ruolo ha ricevuto una candidatura agli Emmy sia nel 2010 che nel 2011, come miglior attrice protagonista.

tami taylor

Molte serie giocano sul continuo tira e molla affettivo dei loro protagonisti maschili e femminili, Friday Night Lights riesce nel compito non banale di mostrare una coppia sposata alle prese con la banalità della vita quotidiana.

Vediamo i coniugi Taylor assonnati e spettinati alla mattina; mentre fanno la spesa; quando Tami accompagna suo marito agli allenamenti o alla partita; quando battibeccano in modo credibile; quando si occupano della figlia adolescente Julie, interpretata da Aimee Teegarden, un tipetto per niente facile da gestire; quando sono alle prese con i loro altri "figli", ovvero i ragazzi e le ragazze di Dillon, che li svegliano anche nel cuore della notte, anche solo per un consiglio.

Il realismo di FNL è dato anche dal modo di girare. L'uso della luce naturale nelle scene; la libertà lasciata agli interpreti di improvvisare la loro parte, seguendo soltanto un canovaccio; le riprese spesso affidate alla camera a mano, con un effetto tremolante, o svolte con telecamere nascoste agli attori; i personaggi indossano gli stessi vestiti da una puntata all'altra o vanno a fare la spesa al supermercato, tutte attività quotidiane, che facciamo anche noi nel mondo reale. Perfino lo spettatore può entrare a Dillon, con il trucco delle riprese da lontano, a simulare lo sguardo di un passante che incrocia per un istante la vita dei protagonisti, e se ne va via.

Col passare delle serie, cinque in totale, i ragazzi e le ragazze lasciano Dillon per studiare o per inseguire le loro ambizioni. Friday Night Lights non commette l'errore di altri telefilm più famosi, nel tentativo di seguire i protagonisti nella loro vita al college, inventando trame improbabili, un passo che di solito coincide con il declino delle serie stesse. I due maggiori punti di forza di FNL sono la piccola Dillon, centro del mondo per i suoi abitanti e per noi spettatori, e la presenza della famiglia Taylor. Eric e Tami avranno di fronte un'altra generazione di ragazzi con cui confrontarsi e saranno messi di fronte a scelte impegnative e ad alcune rinunce.

Il resto degli attori sono un'altra carta vincente della serie. Oltre a Kyle Chandler e a Connie Britton, bisogna citare Brad Leland, attore texano, che è l'incarnazione di Buddy Garrity, un personaggio che restituisce in tutta la sua complessità, spesso sgradevole, a volte dotato di una sincerità che non ti aspetti; Scott Porter, che ha il difficile compito di recitare sulla sedia a rotelle la parte di Jason Street, attraverso tutte le fasi dell'accettazione della sua infermità: Street ne farà di strada, ma non sarà un cammino indolore; Gaius Charles, che è Smash Williams, a cui dà irruenza, ma anche profondità e responsabilità; Adrianne Palicki, nella parte di Tyra Collette, un'attrice che unisce bravura e bellezza, a cui non si può che augurare fama e successo; Zach Gilford, che interpreta Matt Saracen, un ragazzo che se ne starebbe in disparte, se la vita non si mettesse sempre in mezzo ai suoi piani; Jesse Plemons, perfetto nell'impacciato Landry Clarke, e ormai lanciato come attore in alcune delle serie più acclamate; Derek Phillips, nella parte di Billy, lo scapestrato fratello maggiore di Tim, capace di far maturare il suo personaggio nel corso delle serie; altrettanto brava Stacey Oristano, Mindy Collette, che passa da sorella spiantata a madre responsabile, non solo per i suoi figli naturali, continuando nello stesso tempo il mestiere di spogliarellista; Michael B. Jordan che interpreta Vince Howard, un ragazzo con la madre tossicodipendente, che diventerà il nuovo pupillo del coach Taylor, dopo reciproche incomprensioni.

tim riggins

Ma credo che, oltre ai coniugi Taylor, ci sia un altro personaggio capace di rappresentare FNL: è Tim Riggins, con tutte la sue contraddizioni.

Tim è un ragazzo generoso e scostante, manca di una guida, che non può essere il suo irresponsabile fratello, e finisce sempre per pagare le sue scelte sbagliate, errori commessi più con il cuore che per malafede.

Ma nei momenti importanti saprà scegliere senza esitazione, non per il suo bene, ma per il bene dei suoi cari. Prenderà una dura decisione, perché altri riescano ad avere la famiglia che lui non ha mai avuto. Riggins è l'eroe tragico che prendiamo in simpatia: dopo tante cadute capirà che tutto quello di cui ha bisogno è un lavoro e una casa nella piccola Dillon. Una casa in una verde prateria, in cui guardare il sole al tramonto, in compagnia della sua donna e di una buona birra. L'interpretazione è affidata a Taylor Kitsch, attore canadese, non meno bravo di quelli già citati, credibile nel suo accento texano, capace di essere convicente anche con i suoi silenzi.

Con Tim e la sua famiglia abbiamo il ritratto di un altro tipo di America, quella che perde, o che si accontenta di quello che é, senza inseguire sogni di gloria a tutti i costi. Persone lontane dalle coste, da New York o da Los Angeles e da quella vitalità vera o presunta che rappresentano. I ragazzi di Dillon vogliono lasciare il loro paese, ma non è detto che ce la facciano e non è detto nemmeno che sia questo il loro vero sogno.

Come ogni serie televisiva, l'immagine che FNL dà dell'America è parziale, per quanto realistica sia. Da quello che mostra agli spettatori, specie a quelli che vivono dall'altra parte dell'oceano, gli Stati Uniti sono ancora una nazione giovane, con tante contraddizioni. Un paese dove la questione razziale non è mai stata affrontata di petto, basti pensare a quello che ha scoperchiato l'elezione di Obama, una figura che ha polarizzato ancora di più gli estremi di entrambe le parti, o alle polemiche che ha suscitato un piccolo film come The Help (2011), con Viola Davis ed Emma Stone, ambientato negli anni sessanta della discriminazione; un paese dove il sogno americano se lo possono permettere pochi ricchi, quelli che la crisi non l'hanno mai sentita, e che forse l'hanno provocata, dove le disparità sociali non fanno che aumentare.

Friday Night Lights ha un vero finale. Ogni storia arriva a compimento, ma sarebbe errato parlare di chiusura. Il tempo che gli abitanti di Dillon ci hanno concesso è terminato, ma le loro vite vanno avanti. Qualcuno capisce che è arrivato il momento di farsi da parte, perché gli obiettivi sono stati raggiunti e tocca a chi è stato sempre accanto potersi realizzare; qualcun altro partirà, lasciando le certezze familiari e la sicurezza domestica; chi resta è toccato dall'esperienza del coach Taylor e forse Dillon e la sua squadra di football non saranno più le stesse.

Dillon non esiste. E' bello però immaginare un posto tranquillo, dall'aspetto comune, né bello né brutto, con le case basse fatte di compensato, immerso nella prateria dove pascolano le mucche, un posto dove viva qualcuno come il coach Taylor e sua moglie Tami, dove ogni partita, vinta o persa, finisca davanti a un fuoco e a una birra in compagnia.

Texas forever!