Il Ritorno del Cavaliere Oscuro (The Dark Knight Returns)

di Frank Miller

batman il ritorno del cavaliere oscuro

Dov'è finito Batman?

Il Ritorno del Cavaliere Oscuro (The Dark Knight Returns) è un fumetto scritto e disegnato da Frank Miller, con le chine di Klaus Janson e i colori di Lynn Varley, pubblicato dalla DC Comics nel 1986.

Un'insolita ondata di calore affligge Gotham City. La criminalità è scatenata in una serie di delitti efferati, specie la banda dei Mutanti. Batman è scomparso da dieci anni e viene considerato una leggenda urbana. Ogni tanto Bruce Wayne chiacchiera con il commissario James Gordon, che è prossimo alla pensione.

Ancora tormentato dalla morte dei suoi genitori e scosso dai crimini sempre più violenti, Wayne decide di tornare come Batman. In televisione, dove Lana Lang tenta di difenderlo, si scatena un acceso dibattito se considerarlo un eroe dalla parte della legge o un giustiziere al di sopra di essa, da arrestare.

Nella prima metà della storia, Batman scopre le macchinazioni di Harvey Dent (Due Facce). Il criminale si è rifatto un viso nuovo, ma è cambiato solo all'apparenza, coinvolto in una serie di rapine e ricatti verso la città di Gotham. Sistemato Dent, Batman affronta il capo dei Mutanti, sconfiggendolo a suon di pugni e portando dalla sua gran parte della banda, che si farà chiamare Figli di Batman. Carrie Kelley, una ragazzina salvata da un tentativo di violenza, si propone come nuovo Robin, mentre Ellen Yindel, viene nominata nuovo commissario e subito dirama l'ordine di arrestare L'Uomo Pipistrello.

Fin qui la narrazione è regolare, con alcuni momenti interessanti di scontro fisico, e le tavole non risultano troppo ostiche nella lettura, pur con troppe vignette stile schermo televisivo e una quantità eccessiva di testo.

Poi la storia si perde. Diventa un guazzabuglio in cui vengono infilati Batman e Joker, rivolte urbane tra comuni cittadini, Figli di Batman e i Mutanti, una crisi tra USA e URSS riguardo l'Isola di Corto Maltese, testate ed esplosioni nucleari, il salvataggio della situazione da parte di Superman e uno scontro tra quest'ultimo e Batman, messo lì senza alcun motivo. Il tutto condito da facce annoiate in televisione e da quella che vorrebbe essere una satira sulla società statunitense degli anni ottanta e sull'allora presidente Reagan, considerato il cowboy della politica americana.

Si fatica a seguire la trama sviluppata da Miller, soprattutto perché non traspare empatia dal protagonista e dal suo rivale. Batman è un vecchio stronzo rancoroso, ancora prigioniero del delitto dei suoi genitori, che lo ossessiona a tal punto da oltrepassare la linea sottile tra legge e vendetta. Superman è ridotto a cane del governo, quasi incapace di prendere decisioni da solo.

Gli unici personaggi che ispirano un legame emotivo sono Carrie Kelley, una Robin sbarazzina e irriverente, allergica alle regole e amante del rischio, e il vecchio Jim Gordon, le cui riflessioni amare e ironiche ci accompagnano per tutta la storia.

Storia che avrebbe dovuto scegliere che direzione prendere, evitando di restare indecisa tra azione confusa e critica politica. Lette più di trent'anni dopo, le accuse mosse alla televisione, ai suoi esperti da salotto, alla rappresentazione della violenza appaiono datate e sembrano le solite rimostranze da radical chic d'oltreoceano e nostrani, sempre dalla parte del popolo, ma a distanza di sicurezza e finché questo pensa e vota come vogliono loro.

Non aiutano i disegni: Miller è un grande talento grafico, ma le vignette risultano troppo statiche e poche volte i personaggi riescono a emergere potenti e dinamici, come ci si aspetterebbe da un fumetto del genere.

Il Ritorno del Cavaliere Oscuro sembra abbia iniziato il periodo dei cosidetti supereroi decostruiti, insieme a Watchmen di Alan Moore. Il termine non mi ha mai convinto: mi sembra il tentativo di riproporre i "supereroi con superproblemi" con un tono più oscuro, nel tentativo di spacciare per letteratura - la famigerata espressione graphic novel - quello che è e resta sempre un fumetto.

Si possono affrontare temi alti, come il potere e le sue conseguenze, l'esistenza del male o il libero arbitrio, scrivendo fumetti divertenti e drammatici allo stesso tempo, senza ergersi a oracoli pretenziosi e senza snaturare eroi che appartengono all'immaginario collettivo.

Leggete il Ritorno del Cavaliere Oscuro, perché fa parte della storia dell'Uomo Pipistrello, ma per Batman e per il fumetto in generale c'è di meglio.

La vita sarà più facile adesso. Ora non dovrò più fare da padre a un'intera città di anime. Non sanguinerò più con ognuno dei miei figli.