Silverwood Lake di Simona Binni

silverwood lake

Diego Lane riceve una telefonata nella notte: dopo diciassette anni è stato ritrovato suo padre, scomparso senza dire una parola. L'uomo non ricorda nulla, ha l'Alzheimer.

Silverwood Lake è un fumetto scritto e disegnato da Simona Binni, pubblicato da Tunué nel 2016.

Anni di dolore silenzioso per quell'abbandono incomprensibile esplodono in Diego, che rifiuta il contatto con quella persona: per lui suo padre è morto molto tempo prima.

Per fargli sperimentare la stessa esperienza di vagabondaggio del padre, Patty, la sua ex, gli propone di scrivere un servizio giornalistico su Silverwood Lake, una località della California, dove il vecchio e taciturno Ted ha creato un rifugio per senzatetto.

Diego si considera superiore ai reietti che vivono in quel luogo, e il pensiero del padre ritrovato non smette di tormentarlo. Ma l'incontro con Celeste, una ragazzina di sedici anni, che vuole diventare parrucchiera, abbatterà i suoi muri.

Entriamo in silenzio tra gli abitanti di quel villaggio e ne conosciamo qualcuno: Costa, che fa da padre alla ragazza, e ha rinunciato al suo sogno di aprire un ristorante per una storia d'amore sbagliata; una donna che ogni settimana va in visita al figlio in carcere, sedendo davanti a una sedia che resta sempre vuota; Ted, su cui nessuno sa nulla, che ha stabilito poche e precise regole per una convivenza civile.

L'equilibrio fragile di quel posto sperduto viene rotto dall'arrivo di Memo, un ragazzo in cerca del padre, che attira l'attenzione di Celeste e suscita le preoccupazioni di Ted.

Tratto sottile e stilizzato, vignette spoglie con pochi sfondi, volti espressivi, colori malinconici, marroni, verdi, blu, violetti: i disegni di Simona Binni sono funzionali alla storia, che lascia spazi e silenzi per immaginare quanto non viene detto. La narrazione è asciutta, non si compiace della tristezza degli avvenimenti, non concede momenti melodrammatici.

Silverwood Lake è un fumetto sull'essere genitori e sull'essere figli. Diego si trova ad affrontare una doppia perdita, quella dell'abbandono del padre e quella causata dall'Alzheimer, dopo averlo ritrovato. L'uomo vive ormai in un mondo tutto suo, non lo riconosce più e il protagonista non può neppure rinfacciargli la sua scomparsa, che rimarrà senza un motivo. La malattia segna un prima e un dopo: ci si aggrappa al passato con amara malinconia, con il rimpianto per tutto quello che non si potrà più fare. Eppure alcune luci continuano a brillare per Diego: sono le vite degli abitanti di Silverwood, che lo salvano dal vuoto che si è insinuato nel suo animo.

Il lettore sperimenta la stessa libertà del protagonista, una volta giunto alla conclusione di questa sorta di viaggio terapeutico. Se amate i racconti ambientati in luoghi silenziosi e solitari, con personaggi combattuti e di poche parole, Silverwood Lake è una lettura che vi appagherà.

Chi arriva qui fugge da qualcosa e non importa se a crollare sia stato il mondo fuori o quello che ha dentro. Ciò che conta è che questo fazzoletto di terra ti dia l'illusione di una tregua.