Viola Giramondo di Teresa Radice e Stefano Turconi

viola giramondo

La storia di Viola, una ragazzina di undici anni, che lavora nel Cirque de la Lune, sempre in giro per il mondo, alla fine del XIX secolo.

Viola Giramondo è un fumetto scritto da Teresa Radice e disegnato da Stefano Turconi, pubblicato da Tunué nel 2013.

E' il 1893. Viola arriva per la prima volta a Parigi, dove ha fatto tappa il circo. Sua madre, Amélie de la Lune, è francese e fa la donna cannone; è golosa di gaufre au chocolat ed è la sorella del proprietario, il burbero, ma dal cuore d'oro Arsène. Suo padre, Konrand Vermeer è belga, uno stimato professore di entomologia, che ha abbandonato la cattedra per fare il domatore di insetti.

I suoi genitori sono soltanto due membri del variopinto ambiente circense, che include artisti provenienti da ogni parte del globo, tra cui irlandesi, italiani, ebrei, arabi, russi, cinesi e indiani. Il più vecchio di tutti è nonno Tenzin, nomade del Tibet, divenuto nomade del mondo, che con la sua saggezza fa da consigliere a quanti ne hanno bisogno. Il migliore amico di Viola è Samir, cresciuto dalla sorella maggiore Fatima.

Gli eventi quotidiani s'intrecciano con naturalezza alle vite di alcune delle più interessanti personalità dell'epoca. A Parigi, Viola conosce il pittore Henri de Toulouse-Lautrec, che la guida per le strade della sua città, mostrandole squarci di vita vera, riprodotti nelle sue opere. In Canada, si unisce a loro, in modo del tutto fortuito, il compositore Antonìn Dvořàk, che, grazie alla presenza di Hiawatha, un ragazzo indiano fuggitivo, riesce a comporre la sua celebre Sinfonia "Dal Nuvo Mondo".

Viola è appassionata di libri e letture, non ama andare a scuola e ha quell'ingenuità di fondo che la fa stupire sempre davanti ai luoghi che visita e alle persone che incontra e conosce. Teresa Radice non rinuncia a citazioni di poesie e racconta una storia toccando temi importanti, come l'appartenenza a un luogo e la morte di una persona cara. A volte la protagonista dà l'impressione di essere più matura della sua età, per come parla e come scrive, ma è solo un piccolo difetto in una narrazione appassionata e gioiosa, consapevole che la Storia dei libri è formata da tante piccole storie di gente comune. Stefano Turconi disegna tavole vivaci e armoniose, con tanti colori pastello. Bellissimi i tramonti nelle foreste canadesi.

Il Cirque de la Lune sembra una piccola utopia. Nonostante le differenze di lingua e tradizioni, ognuno fa la sua parte e l'orchestrina è la massima espressione di questa armonia. Viola Giramondo ha spalancato un intero mondo di avventure. Non mi dispiacerebbe, tra qualche anno, leggerne la continuazione con i protagonisti cresciuti.

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Mi chiamo Viola Vermeer: papà olandese, mamma francese... cittadina del mondo!