Deerfield 1704 di Carlo Bazan e Lele Vianello
Deerfield 1704 è fumetto scritto da Carlo Bazan e disegnato da Lele Vianello, pubblicato da Edizioni Segni d'Autore nel 2022. Il volume raccoglie tre storie: Attacco a Fort William Henry, L'Ultimo Avamposto della Frontiera, Sentiero di Guerra.
Attacco a Fort William Henry
La prima storia fa da antefatto all'intero volume, anche se è stata scritta dopo. Siamo nel 1696, il volto di Pierre Radisson, un coureur des bois, narra in singole tavole splendidamente acquerellate, la vicenda del massacro di Fort William Henry: prima il tradimento degli indiani da parte degli inglesi, comandati dal capitano Pasco Chubb; poi la sua distruzione come vendetta da parte degli indiani e dei francesi loro alleati.
Ci troviamo nel periodo che precede la Guerra della Regina Anna e questo è l'evento scatenante che porterà a una scia di sangue e vendetta nell'intero arco della narrazione.
Tra i protagonisti troviamo l'indiano Agawam, che giura di vendicare sua madre, uccisa da Jedediah Johnson, che proprio dalla donna riceverà una ferita al viso, divenendo "faccia sfregiata".
È già evidente, da questo fatto cruento, seppure marginale, quanto male abbiano portato i colonizzatori europei alle popolazioni locali d'America, sia nel Nord che nel Sud, costrette a dividersi e a combattere una guerra che non era la loro.
L'Ultimo Avamposto della Frontiera
Episodio centrale della storia. Siamo nel 1704, la distruzione del forte non è stata dimenticata con il passare degli anni: francesi e indiani meditano da tempo un assalto alla cittadina di Deerfield, che avviene durante una notte nevosa.
Tra le truppe indiane al seguito dei francesi, ci sono Agawam e suo figlio Nashak, a cui ha insegnato l'arte della caccia. Con il favore dell'oscurità, francesi e indiani assaltano la cittadina, massacrano quasi tutti gli uomini, che vengono scalpati, e prendono donne e bambini in ostaggio, per future trattative con gli inglesi. Tra i difensori della cittadina si trova proprio "faccia sfregiata", che andrà incontro al suo destino. Tra le donne rapite c'è Mary Stuart, la ragazza "dai capelli gialli", che attirerà l'attenzione di Nashak; il giovane la salverà da un tentativo di stupro da parte di due indiani Uroni.I francesi, i bianchi europei, disprezzano gli indiani, considerandoli dei selvaggi, ma se ne servono, affidando loro il lavoro sporco, quello del massacro dei civili, rivelandosi infine per nulla diversi, abbandonandosi anche loro al saccheggio e alla pratica dello scalpo.
Lele Vianello disegna maestose pagine intere, che descrivono e riassumono la vita e gli usi delle popolazioni indiane, e spettacolari sequenze di azione e inseguimenti, come quelle dalla pagina 72 alla 80, dalla 116 alla 119 e dalla 130 alla 140, tavole dalla suddivisione classica in sei vignette, ricche di dettagli e di volti intensi, che accentuano la narrazione dal taglio volutamente cinematografico, come scrive Carlo Bazan nelle note finali.
Sentiero di Guerra
Sentiero di Guerra è la storia conclusiva. La distruzione e il massacro di Deerfield non possono restare impuniti. Gli inglesi organizzano una spedizione lungo il fiume Connecticut, assaltando i villaggi francesi presenti nella regione dell'Acadia, prendendo in ostaggio gli abitanti.
Nel frattempo, Nashak e Mary Stuart viaggiano da soli verso il villaggio di Saint Francois, attraversando boschi e navigando fiumi, in una natura ancora incontaminata, avendo modo di conoscersi e di provare un sentimento reciproco, che riesce a superare differenze e diffidenze. Mary salva addirittura la vita a Nashak, uccidendo uno degli Uroni che li stavano seguendo.
Arrivati al villaggio, Nashak ritrova membri della sua tribù che non vede da parecchie primavere, tra cui la bella Souhegan. Indiani e francesi si stanno organizzando per rispondere agli inglesi: con i soldati, partirà anche Nashak. Sul finire della storia, ritroviamo Pasco Chubb, vecchio e stanco: il cerchio della storia si chiude con un'altra vendetta. Nashak lascia il suo villaggio, in compagnia della donna che ha scelto come compagna, per garantire una vita diversa ai suoi figli.
Nelle tre parti in cui si svolge la narrazione delle vicende storiche, s'intrecciano lo spirito dell'avventura in un territorio per la maggior parte inesplorato e selvaggio, e la scoperta della Frontiera. Il Settecento in Europa è il secolo delle Guerre di Successione, i cui strascichi, lo abbiamo letto, arrivano anche in America, con la Guerra della Regina Anna, ma altre ne seguiranno tra inglesi e francesi, portando infine, al termine dello stesso secolo, alla formazione del primo nucleo degli Stati Uniti d'America. Di quel periodo è anche la nascita dei Rangers di Roger, di stanza proprio al Forte William Henry, celebri per il Passaggio a Nord-Ovest, narrato anche al cinema.
Apprezziamo la ricostruzione degli eventi e la rappresentazione dei popoli interessati, indiani ed europei, fatta tramite documentazione da Carlo Bazan; sfogliamo la galleria di ritratti di personaggi storici o immaginari, disegnati con perizia da Lele Vianello, che ha assorbito la lezione del suo maestro Hugo Pratt, ne vediamo esempi nei volti dei personaggi, ma con uno stile proprio, davvero emozionante. Prova ne sono anche gli splendidi acquerelli che impreziosicono il volume, stampati a grandezza naturale, 35 x 50 cm.
Quei volti ci interrogano, ponendo riflessioni, la prima delle quali riguarda chi ha vinto in questa lunga serie di conflitti. Di sicuro hanno perso gli indiani, utilizzati da entrambi le parti belligeranti per i lavori sporchi, illusi di aver parte del bottino e di prevalere contro questa o quella tribù nemica, ma in realtà sfruttati, e poi decimati, e infine quasi del tutto sterminati dai coloni venuti dall'Europa.
Nelle note iniziali leggiamo i nomi di alcune delle tribù indiane dell'epoca: la Confederazione Indiana dei Wampanoag, le Cinque Nazioni Irochesi, costituite da Cayuga, Mohawk, Oneida, Onondaga, Seneca e poi dai Tuscarora; nomi che rappresentano soltanto una piccola parte della popolazione autoctona che viveva in America del Nord all'epoca, e che restituiscono soltanto un'idea della ricchezza culturale andata perduta in secoli di massacri e deportazioni, fino al genocidio, che ha compiuto l'invasore bianco, quasi del tutto rimosso dalla storiografia ufficiale.
Sembra che l'animo degli esseri umani propenda per la sopraffazione verso i propri simili. Eppure, un qualche tipo di convivenza tra indiani ed europei era possibile, se questi ultimi non avessero agito soltanto per meri scopi di conquista e saccheggio, sia nei confronti delle popolazioni indiane che dell'ambiente naturale, a cominciare dallo sterminio degli animali necessari alla loro sopravvivenza, come il bisonte e il cervo.
In più di un'occasione, gli indiani parlano della natura e di come gli europei non non ne abbiano rispetto. Mi permetto un accostamento ardito, accomunandoli agli Elfi del Signore degli Anelli, anch'essi legati alla terra in un rapporto quasi simbiotico. Quello degli indiani per la natura è un amore che nasce dalla consapevolezza che essa offre riparo e sostentamento, con gli animali da cacciare o pescare, ma può essere allo stesso tempo ostile ed estrema, addirittura fatale, come per una banale caduta in un fiume gelato. Gli indiani vivono con la natura, consapevoli dei propri limiti, senza sfruttarla in un'economia di rapina e senza portare distruzione, come hanno fatto i coloni venuti dalla Grande Acqua.
Se volete farvi un'idea della condizione degli indiani che vivono nelle riserve, ai nostri giorni, consiglio la visione di Wind River film del 2017 scritto e diretto di Taylor Sheridan, l'autore della serie Yellowstone, con Jeremy Renner, Elizabeth Olsen e Jon Bernthal.
Nelle note conclusive, l'autore, Carlo Bazan, definisce questa sua passione una "follia editoriale". Vorrei dire che letture come questa sono sempre le benvenute. In un'epoca in cui la quantità soverchia la qualità, e mediocrità e sciatteria sono propagandate per eccellenza, in tante e troppe pubblicazioni, abbiamo la necessità di storie, fumetti, racconti come Deerfield 1704, ben scritti e disegnati, capaci di far vivere profonde emozioni in chi legge. Una lettura che vi lascerà la voglia di documentarvi sulla storia della Frontiera e sugli Indiani d'America dal 1700 alla nostra epoca.