Tramonto di Alberto Lavoradori
Tramonto è fumetto scritto e disegnato da Alberto Lavoradori, pubblicato da Edizioni Segni d'Autore nel 2024.
1942, Seconda Guerra Mondiale. Italiani e Inglesi si contendono la regione libica del Fezzan. Un pilota italiano, in volo di ricognizione a bordo di un aereo Storch (Fieseler Fi 156, il cosiddetto aereo cicogna), ha un'avaria ed è costretto ad atterrare nel deserto. Per lui sarebbe la fine, se non venisse soccorso da un misterioso e caritatevole Tuareg.
Nel frattempo si scatena una tempesta di sabbia, così appare agli occhi di chi la guarda, ma il fenomeno atmosferico cela uno spirito del deserto, un jinn (genio), legato alla figura che ha salvato il militare disperso.
Nella solitudine sconfinata, altri piccoli uomini lottano per la volontà di potenza e conquista, in volo sulla sabbia o nascosti in fortezze bastiani in cui nulla sembra accadere.
Come per Disgelo, la sua opera precedente, Alberto Lavoradori lavora per sottrazione: tavole regolari, scandite quasi in maniera ritmica, vignette che dilatano lo sguardo del lettore, silenziose, come finestre sul deserto di sabbia e rocce; dialoghi stringati, perché in quell'ambiente ostile non si sprecano parole. L'autore, come scrive nelle note finali, inserisce dei ricordi personali legati al padre, che ha combattuto la guerra in Africa ed è caduto prigioniero degli Alleati.
Percepiamo l'inutilità della guerra dagli sguardi dei soldati lasciati soli in un avamposto, a cui giungono ordini da gente lontanissima del tutto ignara della loro condizione. Subiamo il fascino delle sabbie, delle rocce, del vento, spazi desolati in cui le figure umane appaiono quasi estranee, sopraffatte dalla noia e da desideri di potere che le illudono di poter conquistare e dominare il deserto, il luogo inospitale per antonomasia.
Soltanto chi lo accetta, come i Tuareg, può ritrovare un tratto comune di solidarietà, in cui si riscopre che l’altro non è il nemico, ma un altro essere umano; addirittura scorgere, nel vento, le creature fantastiche che lo animano, i geni della sabbia.
A differenza del protagonista di Disgelo, il soldato italiano ritrova la pace e la sua umanità, quasi un senso di comunione con il deserto, qualunque sia il suo destino.
L'animo umano, con tutti i suoi desideri, aspirazioni e contraddizioni, è più vasto di qualsiasi deserto, e Alberto Lavoradori ce lo ricorda con le sue splendide tavole e la sua narrazione asciutta.